Preparazione Africa Twin per lunghi viaggi
February 15th, 2010In questo post cercherò di elencare le modifiche che sto apportando alla mia Africa Twin RD07 per prepararla ad un viaggio che prevede alcune tappe molto lunghe senza possiiblità di effettuare rifornimento di carburante.
La moto da cui sto partendo è la mia Africa Twin RD07, mezzo che non ha sostituito nel mio cuore la “vecchia” RD03 ma sta cercando di farsi spazio nella mia vita, eccola:

Come avrete intuito il primo lavoro che mi appresto a fare è il montaggio di serbatoi supplementari e la scelta è ricaduta su un prodotto in VTR dell’Africanqueens
Già. Fin qui tutto semplice, se non chè questi benedetti sebatoi bisogna attaccarli in qualche modo alla moto e farlo non è per nulla banale. Ho iniziato poggiando i serbatoi ai fianchi e mi sono subito reso conto che nulla dell’elettronica presente sulla RD07 poteva stare dove mamma Honda aveva pensato di metterla.

Ho iniziato dalla centralina che ho deciso di montare centralmente rinunciando al prezioso spazio sotto-sella. Questo spostamento si è reso necessario in quanto i connetteri andavano a cozzare con il fianco del serbatoio e sinceramente non mi sembrava una buona cosa.

Dopo la centralina ho pensato al regolatore di tensione, anche questo nella posizione originale non ci stava. Ho quindi costruito una piastra ad hoc e l’ho saldata nella posizione dove prima era montata la centralina.

Anche altre componenti elettroniche vanno spostate. Fortunatamente si riesce a recuperare le piastrine di supporto originali che vanno semplicemente adattate alla nuova posizione e in entrambe i casi tenute più vicino possibile alla scatola della batteria per non interferire con i serbatoi.


Naturalmente dall’altro lato le cose non potevano andare meglio, è stato infatti necessario spostare la vaschetta del liquido freni un po’ più indietro (dietro al serbatoio) e montarne una più piccola (Brembo after-market). Notare che per spostere la vaschetta va utilizzato un particolare tubo che vende la Brembo (quelli per la benzina non vanno bene).


Eccomi quindi alla prese con la preparazione dei supporti dei serbatoi che in totale sono quattro per lato. Ho deciso di irrobustire i supporti saldando una doppia piastra al telaio.

Utilizzando la moto per viaggiare non potevo rinunciare ad un buon portapacchi. Ho quindi deciso di montare delle piastre posteriori che oltre a supportare il codino della moto avranno la funzione di reggere il telaio a cui saranno appoggiate le borse laterali. E’ molto importante che questi supporti siano robusti quindi li ho ricavati usando delle piaste spesse 4 mm.

La sella invece sarà accorciata e fissata grazie a questa piastra. Il pianale della sella è stato modificato montando due viti passanti che saranno bloccate agendo da sotto al parafango. E’ una soluzione che non consente un rapido smontaggio della sella (occorre sbloccare due viti) tuttavia è l’unico che mi èsembrato realmente stabile e privo di gioco.


Ecco quindi i due serbatoi montati sul telaio della moto e il codino posteriore in fase di “design”.

Di sopra i buchi che ho apportato alla plastica del parafango interno per consentire il fissaggio delle due viti (per lato) posteriori dei serbatoio.
Il codino posteriore merita un capitolo a parte dato che non può fungere da semplice componente estetica ma sarà parte importante per quanto riguarda il reparto bagagli. Dovrà quindi essere robusto e sufficientemente largo da diventare una buona superficie d’appoggio al telaio e alle cinghie. Il codino normalmente offerto da Africanqueens non ha nulla a che vedere con quanto ho appena descritto: è relamente poco robusto e sopratutto sarà anche bello, ma non è in grado di sopportare i traumi che sanno offrire delle borse che ci sbattono sopra per un mese di viaggio.


Partendo quindi dalla base di Africanqueens ho apportato diverse modifiche al codino, che è stato irrobustito con del Kevlar (l’originale è in VTR) allargato e risagomato. La foto mostra anche un portatarga Racetek che sto cercando di adattare al sedere della mia Africa RD07.


Mi sono poi occupato di trovare una sistemazione per i rubinetti benzina. Ho deciso di montarne due, uno per il serbatoio anteriore (già dotato di due rubinetti) e uno per i due posteriori. Dato che il serbatoio anteriore è doppio terrò i suoi due rubinetti sempre aperti e potrò chiuderlo agendo su uno dei due che sto montando ora. Il rubinetto restante chiuderà i due serbatoi posteriori. In caso di rottura di uno dei due serbatoi posteriori potrò escludere quello fallato utilizzando un connettore a sgancio rapido. Per montare i rubinetti ho costruito una staffa che consente di posizionarli sul lato destro tra il telaio e il serbatoio. (N.B. la pompa benzina elettrica andrà tolta).


Inizio la fase di montaggio del serbatoio principale, un 36 litri in kevlar di Boano. Ho subito notato che il supporto originale delle bobine, posto sul lato sinistro, si trova quasi a contatto con il fondo del grosso serbatoio. Per evitare spiacevoli conseguenze ho preferito spostare il supporto originale abbassando un po’ il tutto. Sul lato destro invece va spostato l’impianto elettrico facendolo passare sotto al traversino in foto.

Eccomi ora alle prese con il montaggio del portatarga posteriore, un semplice Racetech con supporto integrato per le frecce e un fanale a Led. Ho deciso di far si che il portatarga rimanga solidale al telaio quando smonto il codone posteriore, questo per evitare di dover scablare tututto se si rendesse necessario smontare il posteriore. Per rendere possibile questa cosa ho saldato tre supporti ai traversini che avevo creato.

Posso quindi iniziare a rimontare l’impianto elettrico. Ho cercato di evitare curve strane dei cavi e sopratutto possibili frizionamenti di questi con telaio e supporti. Il risultato è decisamente soddisfacente per ora. Mi sembra tutto sistemato in modo razionale e ordinato.


Ho utilizzato dei tubi di diametro esterno 14.5 e interno 7.5, sono rinforzati con della tela e quindi sono molto robusti. Il loro ulteriore pregio è che le curve non mostrano schiacciature che potrebbero far faticare la pompa della benzina noncè ostruire del tutto il passaggio.


La pompa della benzina che ho scelto è la solita Mikuni che già ho utilizzato sulla mia RD03 con grande soffdisfazione.

Ecco sopra la prima foto in cui la moto inizia a prendere forma. Ho tagliato la sella (accorciata) e dopo averla rastremata a dovere l’ho fatta ricoprire da un tappezziere qui a Milano (80 euro).

E’ arrivato il momento di iniziare a lavorare sull’anteriore. Ecco il telaio porta strumenti che come vedete dovrà ospitare anche la vaschetta di recupero dell’acqua per il radiatore. Ho utilizzato dell’alluminio da 3mm di spessore rinforzato con un profilato, sempre d’alluminio, che ne costituisce l’ossatura. Il telaietto che regge la vaschetta, e quello che regge i fari li ho realizzati con del ferro spesso 4 mm. Sia i fari che la vaschetta sono fissati con dei silent-block.

Ecco un dettaglio della vaschetta di recupero che come vedete non è quella originale dell’Africa ma bensì appatiene ad un CBR.


Ecco un paio di dettagli del supporto anteriore finito. Le parti verniciate di nero sono quelle di ferro.


Passiamo ora al montaggio della strumentazione Touratech, un IMO 100R300 che ho installato su due silent block avvitati alla staffa di ferro superiore. Come vedete nella foto di destra ho deciso di montare direttamente una presa accendisigari che ho comprato da un negozio di nautica qui a Milano.

Inizio la parte di cablaggio dell’elettronica. Ho preso due poli positivi da 12 Volt (attaccandomi vicino al connettore della chiave d’accensione sotto al serbatoio): uno diretto alla batteria e uno sottochiave. Quello sottochiave lo userò per l’IMO, mentre quello diretto lo userò per il GPS e per la presa accendisigari.


Ecco un paio d’immagini del frontale con il cablaggio in via di completamento. Potete notare anche i fari, che sono di derivazione Aprilia Pegaso.

Ho montato anche due fusibili diretamente sul telaio della strumentazione, uno per il GPS e uno per la presa acendisigari. Ho utilizzato la stessa tipologia di fusibili che monta la moto, così non dovrò portarmi dietro la solita scatoletta di fusibili di vetro d’emergenza.


